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LA VIA DI ARAD - un cammino in una terra di confine

LA VIA DI ARAD - un cammino in una terra di confine

05-11-2015 15:00

LA VIA DI ARAD - un cammino in una terra di confine

Dopo La Via dei faggi in Bucovina, Radio Rai è tornata in Romania per un nuovo cammino attraverso una delle porte occidentali del Paese, esso stesso frontiera ovest dell’Unione Europea. Radio Rai, Radio Romania e Radio Vaticana hanno percorso un cammino in una terra di confine, in una zona collocata alla confluenza tra il centro e l’est del Vecchio Continente, alla frontiera con l’Ungheria.

La provincia di Arad, percorsa dai giornalisti-camminatori, si trova in una regione che costituisce un modello di dialogo interculturale e interconfessionale in Europa, in cui le influenze del dominio asburgico sono ancora tangibili. Alle minoranze che convivono da secoli da queste parti (ungheresi, tedeschi, cechi, slovacchi, serbi e bulgari) negli ultimi 25 anni si è aggiunta una numerosa comunità italiana, ottimamente integrata nel tessuto economico e sociale del Paese.





Numerose le cattedrali, le chiese e i monasteri cattolici e ortodossi. Un luogo di pellegrinaggio del tutto particolare, il più importante nell’ovest della Romania, è il Monastero francescano di Maria Radna, la cui chiesa è stata dichiarata Basilica Minor da Papa Giovanni Paolo II nel 1992. Un altro luogo speciale è il Monastero di Bodrog, il più antico stabilimento monastico ortodosso di Romania. E poi, la “Via del Vino” perchè i vigneti di Arad sono tra i più rigogliosi e saporiti della Romania, vantando numerosi premi e riconoscimenti sia nel Paese che all’estero.

Il progetto al quale RadioRai ha aderito, è stato organizzato da Radio Romania in collaborazione con l’Ambasciata d'Italia a Bucarest che ha dato anche il patrocinio all’iniziativa, accanto alla Comunità Radiotelevisiva Italofona, e con il sostegno del Comune di Arad, del Centro Nazionale di Informazione e Promozione Turistica di Arad e del Consolato onorario d’Italia ad Arad.


L’iniziativa è stata anche citata come esempio di "diplomazia culturale" in occasione della visita che il ministro degli Esteri, on. Paolo Gentiloni, ha fatto a luglio 2015 a Bucarest, come rileva un comunicato della Farnesina. 

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